venerdì 30 settembre 2016

Recensione - Sei ore e ventitré minuti di Domitilla Shaula Di Pietro

Autrice: Domitilla Shaula Di Pietro
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 29 settembre 2016
Pagine: 318
Prezzo e-book: € 4,99
Prezzo cartaceo: € 14,90

Settembre, è notte nella campagna toscana. Frida è irrequieta e ha voglia di camminare. Si sente sicura, conosce quei luoghi e non ha paura. Afferra uno scialle mentre il cellulare le sta squillando, non se ne accorge ed esce. Pochi passi, un rumore di foglie calpestate, e Frida viene afferrata da dietro, trascinata in un casolare, legata a un letto per sei ore e ventitré minuti. Se urla, l'ammazza, se non fa come dice lui, aumenta il dolore. L'unico modo per sopravvivere è isolare la mente e volare lontano dove non c'è traccia di tutto quel sangue... Cosa sarebbe successo se avesse risposto al telefono? Quale destino le avrebbe riservato il futuro? Avrebbe evitato l'orrore di quella notte che l'ha segnata per sempre? Con l'abile tecnica dello sliding doors, Domitilla Di Pietro racconta la sua drammatica storia, una violenza subita anni fa per una notte intera, il dolore fisico e la profanazione mentale, la morte del cuore e la sua resurrezione, ipotizzando anche un'altra vita, fatta di sogni e problemi quotidiani. Ma non sempre quello che sembra destinato a essere più rassicurante è ciò che ci rende più forti e profondi.


Frida è una moglie, è una mamma.
Una donna.
Vive la sua bella quotidianità attorniata dalle persone che ama e a parte un mal di testa cronico che la affligge da quando è adolescente, è felice.



Insieme alla sua famiglia e alla sua migliore amica Roberta, decide di trascorrere le vacanze estive in una casa di campagna; a poche ore dall'arrivo, mentre Piero e i bimbi sono in spiaggia e lei e Roberta svuotano le valigie, fa la conoscenza di Giovanni, il vicino di poche ma impressionabili parole, che le regala un cesto di frutta e le dice che non vuole essere disturbato.

Quel luogo caldo e soleggiato della Toscana che doveva infondere relax e tranquillità, ben presto si trasformerà in un inferno. 
Sei ore e ventitré minuti nella notte tra l'11 e il 12 settembre, cambieranno per sempre la vita di Frida.

Se solo avesse sentito il telefono squillare...

Vista la tendenza delle mie letture inizio col dire che Sei ore e ventitré minuti non è un romance. Tuttavia a volte mi capita di rimanere folgorata da alcune trame e indipendentemente dal genere decido di leggere la storia. Non posso fare altro che essere grata al mio istinto, questo libro è stato una rivelazione, e forse sbaglio a dire che non è un romance, perché l'amore c'è, l'amore verso se stessi, quello che deve maturare prima dell'amore verso chiunque altro.

331 pagine di vita vera, giornate di una donna come tante di noi, fatte di calore, sorrisi, tenerezza e perché no, anche di dubbi e ansia, ma che all'improvviso e per qualcosa che non dipende dal suo volere, mutano nell'orrore.

E c'è violenza, paura, negazione.

Il terrore che trasuda da ogni parola è così vivido che spesso mi ritrovavo a scuotere le spalle per allontanare i brividi che mi colpivano. E il continuo pensare che questo libro è tratto da una storia vera, in aggiunta a tutte le cose che si sentono ogni giorno al telegiornale, mi portava a dire... Domani potrebbe essere il mio turno, oppure, quante ragazze hanno già vissuto qualcosa del genere, quante di loro la stanno vivendo e per vergogna la tengono chiusa a chiave dentro il loro cuore?

Grazie a questi dettagli si crea un'empatia particolare con Frida, tanto che a volte era come se fossi io, altre volte come se fosse la mia migliore amica da salvare.

Una cosa bellissima e al tempo stesso toccante è il tipo di narrazione scelto da Domitilla Shaula Di Pietro. Da un certo punto in poi lancia la storia su due binari diversi: il primo racconta la tragedia di Frida, il secondo racconta la vita che avrebbe condotto se non avesse subito quella crudele violenza. 

Potrei raccontare tante altre cose, ma credo di aver già fatto un bel po' di spoiler e non vorrei rischiare di rovinare la lettura.

I messaggi contenuti in questo libro sono tanti, tutti importanti, da farne tesoro perché fondamentali per la nostra esistenza. 


E ricordate... C'è sempre un'altra via, non siamo mai da sole, basta avere coraggio. Basta amarsi. Perché siamo padrone della nostra vita e non dobbiamo permettere a nessuno di prenderne il controllo.



Carmen




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