martedì 13 settembre 2016

Recensione - C'è qualcosa nei tuoi occhi di Amabile Giusti

Autrice: Amabile Giusti
Editore: Amazon Publishing
Data di pubblicazione: 20 settembre 2016
Pagine: 331
Prezzo e-book: € 4,99
Prezzo cartaceo: € 9,99

Sinossi: Francisca Lopez è un angelo nero impossibile da conquistare: nel suo passato c’è dolore, violenza subìta e inflitta, c’è la delinquenza e c’è il carcere. E c’è un solo uomo, Marcus. Con lui ha condiviso la parte più oscura di sé.
 Ma ora Marcus se n’è andato, ha scelto di seguire Penny, la dolce ragazza dalle ciocche pastello per la quale ha deciso di cambiare vita, e Francisca deve costruirsi una nuova identità. 
Per farlo, sceglie Amherst, la città di Emily Dickinson, perché la poesia è stata la sua segreta ancora di salvezza. Se poi all’università il corso di poesia contemporanea è tenuto da Byron Lord, un professore giovane, seducente e con un nome decisamente profetico, affascinato dai suoi “occhi di petrolio”, la vita di Francisca può davvero sperare in una svolta.
Tra i due nasce uno strano e delicato rapporto: una tenera alchimia d’amore che rischia a ogni momento di essere spazzata via dai segreti di entrambi e dalle tante fragilità di Francisca. Una storia destinata a incrociarsi con la nuova vita dell’indimenticato Marcus e della rivale Penny, in un finale dolcemente inaspettato.

Il sequel di Tentare di non amarti ci racconta una nuova vicenda di amore e riscatto: un viaggio profondo e toccante nell’animo inquieto dei suoi protagonisti così diversi... così uguali.


Ci sono persone da cui non puoi scappare. Puoi ignorarle, non vederle, ma te le porterai dentro per sempre…

Francisca vuole cambiare, ha bisogno di farlo. Deve provare a venire fuori dal vortice che è il suo passato, lasciarsi tutta la sofferenza alle spalle e provare a vivere per davvero.
Dopo il carcere, la separazione da Marcus e la convivenza con una coppia sposata che l'ha presa sotto la sua ala protettriceFrancisca decide di andare via; va a vivere da sola, trova lavoro come cameriera in una sala da tè e si iscrive all'università.
Una vita senza guai non le si addice, è quasi surreale. E poi quella divisa che è obbligata a indossare quando serve tè e pasticcini? Ridicola! Però alla fine è tutta questione di abitudine e impara a gestire la sua nuova normalità, oltre a capire che è un efficace metodo per distrarsi.
Tuttavia quando la sera torna a casa, Fran è da sola. Le pareti del suo minuscolo appartamento sembrano volerla schiacciare e tutto il marcio che ha dentro riaffiora rischiando di soffocarla.
L'unica cosa che fa con piacere è seguire il corso di poesia contemporanea, una passione tenuta sempre segreta, di cui neppure Marcus è a conoscenza. 
Ma anche sotto quell'aspetto, Fran incontra delle difficoltà: la prima sono gli occhi curiosi della gente che la seguono a causa della sua bellezza e la seconda difficoltà è Byron, il suo professore.

Byron Lord insegna poesia contemporanea all'università, oltre a essere proprietario del Dirty Rhymes, un locale in cui lui stesso suona con una piccola band. Sembra che svolga due vite completamente opposte, rispecchiate anche dal suo aspetto: di giorno colto e romantico professore, di notte musicista maledetto.
Ma sul fondo del suoi occhi, oltre alla conoscenza, si agitano emozioni oscure, esperienze pesanti che si trascina dietro come una zavorra.
Francisca distrugge, Byron ripara. Francisca fugge, Byron resta. Francisca è impaziente, Byron è calmo.

Non potrebbero esistere persone più diverse, eppure le loro vite si intrecceranno fino a trovare un seme che li unisce. E quel seme cresce e cresce, diventando forte.

Cosa mi è piaciuto? Potrei dire tutto, ma in questo caso sarei troppo vaga, perciò spiegherò punto dopo punto.
Il primo su tutti è lo snodo psicologico. Proprio come se fossero persone vere, i due protagonisti hanno blocchi, paure, dubbi, pensano tantissimo e cercano di risolvere i problemi come meglio possono. E proprio questo rende il romanzo realistico, tanto da fare apparire normali, situazioni che in altro modo non lo sarebbero state, e a farci immedesimare in Byron e Francisca.
Mi è piaciuto tanto il contesto, e non parlo soltanto del luogo fisico in cui si trovano i personaggi, bensì nel luogo mentale, dove si formano le loro emozioni, i loro pensieri, i paragoni, il ritrovarsi in poesie e dipinti.
Un altro punto a favore è la coerenza di Francisca e la bravura dell'autrice di riuscire a farcela amare nonostante non sia la classica ragazza di cui siamo abituate a leggere e nonostante - e credo che su questo siamo tutte d'accordo - l'abbiamo odiata tantissimo in Tentare di non amarti.
Byron è un altro fleg positivo. Professore dall'aspetto non proprio convenzionale, un orecchino a forma i teschio sul lobo, ma sulle labbra parole gentili da poeta. Dolce e testardo, agirà come balsamo, infilandosi pian piano sotto le cicatrici di Francisca.
Ultimo ma fondamentale pregio di questo romanzo è la storia d'amore: sofferta, intensa. Bella. Baci che graffiano e cattiverie che accarezzano. Combattuta fino alla fine.
Cosa non mi è piaciuto? Una sola cosa di cui non posso parlare perché farei spoiler, ma si tratta di una telefonata che Francisca fa a qualcuno del suo passato. Mi ha dato un senso di umiliazione, ma credo che fosse proprio quello il messaggio che doveva arrivare.

C'è qualcosa nei tuoi occhi è il seguito di Tentare di non amarti, entrambi autoconclusivi, scritti da Amabile Giusti.
Ho conosciuto questa autrice per caso, leggendo Cuore nero e da quel giorno non ho mai smesso di seguirla. Ho letto quasi tutti i suoi libri e ogni volta non ne rimango mai delusa. Sono sempre ammaliata dalla sua scrittura e da come descrive le emozioni, con una purezza e sensibilità difficili da trovare.
Anche C'è qualcosa nei tuoi occhi è un colpo andato a segno. Un libro di metamorfosi e cambiamento. È l'abbattimento di muri per ampliare spazi, la scala da salire per raggiungere il piano successivo. Parla d'amore ed è scritto con amore. La poesia e l'anima della storia sono tra le pagine e chi riesce a carpirle si arricchisce di quel qualcosa che non ha un solo nome e che ci gonfia il petto di un sospiro di beatitudine, lasciandoci con un timido sorriso sulle labbra. 

Consigliato.



Leggi "Il meglio di" di C'è qualcosa nei tuoi occhi.

Carmen




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