sabato 3 settembre 2016

Il meglio di - La Confraternita del Pugnale Nero Volume 1 - Il risveglio di J.R. Ward

Spoiler Alert




Wrath era un metro e novantotto di puro terrore vestito di pelle. 
I lunghi capelli lisci e neri gli ricadevano sulle spalle dall’attaccatura a v sulla fronte; un paio di occhiali da sole avvolgenti nascondevano due occhi che nessuno aveva mai visto; 
le spalle erano larghe il doppio di quelle della maggior parte dei vampiri maschi. 
Con il suo viso aristocratico e feroce insieme, incarnava alla perfezione il re che era per diritto di nascita e il soldato che era diventato obbedendo al proprio destino.


Alcuni ponti vanno attraversati da soli, chiunque sia stato a spingerti oltre il limite.


Col cavolo, pensò Wrath. Che Dio aiutasse chi aveva osato farle del male. Lo avrebbe squartato lasciandolo per strada a morire dissanguato.


Lui si lasciò sfuggire un gemito di virile disperazione, a metà tra un mugolio di piacere e un'oscura supplica.


«Tu ancora non lo sai» disse torvo. «Ma sei mia.» 

A Beth mancò il respiro. All'improvviso ebbe la sensazione che nulla fosse come sembrava. Non c'erano più regole. La realtà stava scivolando in un'altra dimensione.


Wrath fu sopraffatto da un incontenibile istinto di possesso. Spaventato, si rese conto che aveva voglia di marchiarla. Di marchiarla come sua. Voleva impregnarla del suo odore perché nessun altro maschio si avvicinasse a lei, perché tutti sapessero a chi apparteneva quella femmina e temessero le conseguenze del desiderio di possederla.


Le iridi di Wrath erano di un colore a dir poco straordinario, un luminescente verde pallido, così pallido da rasentare il bianco. Incorniciati dalle folte ciglia scure, i suoi occhi, leggermente sporgenti, brillavano come illuminati di luce propria.


Dio, sperava con tutto il cuore di trovarla nel suo letto, al ritorno. E non per possederla, ma perché così avrebbe potuto dormirle accanto. Riposarsi un po', sapendo che lei era al sicuro, lì vicino a lui.


Lui le afferrò le mani e se le portò alle labbra. «Vuoi che io sia il tuo hellren?» 
 «Che cosa?» La mente faticava a rimettersi in moto.
«Sposami.»


Beth emise una specie di gemito gracchiante.
 «Che cosa c'è, mia leelan?» 


 «E ho avuto molto di più. Ho trovato un passato e un futuro. Un'intera... vita. A volte non so come prendere tutta questa fortuna, non so proprio come comportarmi.» 








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