martedì 12 luglio 2016

Recensione - Il problema è che ti amo di Jennifer L. Armentrout

Autrice: Jennifer Armentrout
Editore: Nord
Data di pubblicazione: 7 luglio 2016
Pagine: 440
Prezzo e-book: € 9,90
Prezzo cartaceo: € 16,90

Sinossi: da quattro anni, il silenzio è lo scudo che la protegge dal resto del mondo. Circondata dall'affetto dei nuovi genitori adottivi, Mallory Dodge ha cercato di superare i traumi del passato, di convincersi di non avere più bisogno di essere invisibile, ma le cicatrici dell’anima bruciano ancora e non le permettono di dimenticare. Ecco perché dover frequentare l'ultimo anno di liceo in una scuola pubblica, dove sarà costretta a uscire dal guscio, la terrorizza. Tuttavia è proprio a scuola che accade l’inaspettato: tra i suoi nuovi compagni c’è Rider Stark, l’unico raggio di sole nella sua infanzia da incubo, il ragazzo che in più di un'occasione l'ha protetta dalla violenza del padre affidatario. Rider però è cambiato: ha un atteggiamento arrogante, una pessima reputazione e pare che sia invischiato in una rete di cattive compagnie. Anche se, dietro quella maschera da sbruffone, Mallory riconosce ancora il suo eroe d’un tempo… un eroe per di più molto affascinante.
Eppure gli anni trascorsi lontano da Mallory hanno segnato profondamente Rider, che ben presto si troverà davvero nei guai. E Mallory sarà la sola a poter fare la differenza. Ma riuscirà a far sentire la propria voce e a battersi per il ragazzo che ama, o la paura la farà tacere per sempre?


Usa le parole.
Usa le parole.
Ma come si fa a usarle se le parole sono rumore e il rumore è punito col terrore?

Mellory ha diciassette anni e sopravvive in una bolla. Il mondo che la circonda è alieno, non lo riconosce e la spaventa, perciò preferisce una piccola normalità fatta del minimo indispensabile: poche parole, poche persone, poche novità.
La sua infanzia non è stata spensierata e piena d’amore come dovrebbe essere quella di ogni bambino, ma al contrario è stata difficile, colma di violenza fisica e mentale, che inevitabilmente ha avuto, e continua ad avere, delle ripercussioni sul suo presente.


Tuttavia dopo quattro anni trascorsi a studiare a casa da privatista, Mallory decide di provare a uscire dal guscio impenetrabile che la avvolge, e così, proprio come qualsiasi ragazza della sua età, inizia a frequentare le superiori.
Il primo giorno di scuola, in quel fiume di studenti sconosciuti, in quell’ambiente altrettanto sconosciuto, le sudano le mani, teme di vomitare e la tentazione di scappare via e tornare a rintanarsi al sicuro della sua casa è forte. Però, la piccola scintilla nel suo cuore, la voglia di rinascere e di sentirsi normale, ha la meglio su tutto e le infonde il coraggio necessario per resistere.
Partecipa alle lezioni, riesce a scambiare qualche parola con una sua compagna di classe e riesce persino a sedersi nell’aula dove si terrà la lezione di una delle materie che più la terrorizza: comunicazione.
E proprio a quella lezione Mallory rivedrà una persona… Un amico, il suo amico. Lui, obbligato a crescere troppo in fretta e a farle da scudo per impedire che venisse spezzata in ogni modo possibile, colui che la proteggeva, l’unico che le voleva bene e l’unico che le abbia mai fatto una regalo: una bambola di nome Velvet.
Quando nella tragedia ha trovato la sua piccola fortuna ed è stata portata via dalla famiglia che l’aveva in affido, Mallory non ha mai smesso di chiedere di lui e di chiedersi che fine avesse fatto, ma nessuno le ha detto dove fosse finito il suo amico.

Quella mattina Rider tutto si aspetta tranne che di ritrovarsi la sua piccola Pesce in aula. Rimane sbigottito e il cuore gli fa talmente male che deve massaggiarsi lo sterno. L’ha cercata per tanti anni... ma mai nessuno gli ha detto dove fosse finita.

Dal loro incontro a scuola si entra nel vivo della storia. Assisteremo alla vita di Mallory, entreremo nella sua testa e nel suo cuore spezzato ma ancora in grado di contenere tanto amore. Vedremo in che maniera lei e Rider allacceranno di nuovo il loro rapporto, il modo inevitabile in cui si innamoreranno, scopriremo parti dolorose del passato di entrambi e come i traumi subiti abbiano forti ripercussioni sul presente. E sullo sfondo conosceremo altri personaggi come i genitori adottivi di Mallory e la sua migliore amica, Hector e Jayden gli amici di Rider, Paige la ragazza che frequenta.

Tutto si fonde in un contesto ricco, a volte drammatico purtroppo, dove un apparente sollievo viene subito sopraffatto dall’angoscia, e si lotta. Si lotta tanto. Per un sorriso, per un po’ di coraggio, per la speranza.

Ho aspettato un giorno prima di scrivere questa recensione, avevo bisogno che le emozioni si razionalizzassero bene prima di descriverle, ma nonostante questo mi rendo conto che sto scrivendo esattamente le stesse cose che avrei scritto ieri. Perché qui le emozioni non si razionalizzano. Ribollono, si confondono e svaniscono per poi apparire più violente.

Ho letto quasi tutto ciò che la Armentrout/Lynn ha scritto tra romance e fantasy e quindi, anche se Il problema è che ti amo è uno Young, avevo un’idea ben precisa del libro che mi sarei ritrovata davanti. Ebbene mi sbagliavo.
È un rosa? No, non lo è.
C’è erotismo? No, è quasi nullo.
È un libro per l’estate? No, decisamente.
E aggiungo pure che ci sono lunghi capitoli dedicati solo all’introspezione, nei quali Mallory cercherà di mettere ordine nel caos che abita la sua mente e che rallentano un po’ lo svolgimento della trama.
Ma è un libro che, pagina dopo pagina, si scava una nicchia nel cuore e rimane lì, insieme a Mallory e Rider che finalmente sorridono fra disegni di ogni tipo e saponette intagliate.


Ho amato questa storia. Ha toccato delle corde intime di me, è commovente, profondo e complesso proprio come l’animo di ognuno di noi.
A fine lettura avevo lo stomaco che faceva male e gli occhi che pizzicavano. Mi dicevo… Ce l’hanno fatta. Stanno vivendo. Si sono lasciati l’orrore alle spalle e stanno provando a essere felici.
Non credo di aver mai preso così tanto a cuore due personaggi.

Lo sconsiglio a chi è alla ricerca di un semplice romanzo rosa o a chi pensa che questo libro sia in linea con gli altri già scritti dall’autrice.
Lo consiglio invece a chi oltre alla storia d’amore cerca un contesto più ampio, ricco di dettagli, in cui l’introspezione è forte e ci sono nodi psicologici da sciogliere.

Per me è stato un viaggio meraviglioso, e non importa che per la maggior parte del tempo si sia svolto in una galleria buia, perché quando è arrivata la luce e ha portato con sé i colori, non c’è stato niente di più bello.


Carmen




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