lunedì 11 luglio 2016

Recensione - Consolation di Corinne Michaels

Autrice: Corinne Michaels
Editore: Leggereditore
Data di pubblicazione: 7 luglio 2016
Pagine: 252
Prezzo e-book: € 4,99
Prezzo cartaceo: €14,90

Sinossi: la piccola Aarabelle non era ancora nata quando sua madre Natalie ricevette la tragica notizia della morte di Aaron, suo marito, marine caduto in battaglia. Il destino, che le stava per concedere il dono più bello, le ha strappato la felicità facendola piombare nella disperazione più profonda. L’unico in grado di darle conforto è Liam Dempsey, il migliore amico di suo marito, che le sarà vicino per onorare la promessa che aveva fatto ad Aaron prima che lui partisse per la sua ultima missione. Ma né Liam né Natalie potevano immaginare che da quella vicinanza potesse nascere un rapporto che andasse oltre la semplice amicizia, per diventare qualcosa di sconvolgente a cui neanche loro riescono a dare un nome. E mentre Liam si consuma nel rimorso di poter in qualche modo tradire la fiducia che Aaron ha riposto in lui, Natalie non sa comprendere se quello che prova nasca da qualcosa di profondo o sia solo desiderio di essere consolata da un dolore a cui non riesce a fuggire. È questo il prezzo che deve pagare per essere di nuovo felice? 


Esistono dolori così grandi che sono in grado di avvolgere la vita in una morsa talmente stretta che è quasi impossibile liberarsi.
Dolori che prosciugano la luce intorno a noi.
Dolori che non ci fanno più respirare.

È un giorno come tanti quando Lee riceve una notizia devastante: suo marito, padre della piccola che ha ancora in grembo, è morto durante una missione militare.
Il suo mondo va in frantumi, il suo cuore si spezza e quella che era la sua quotidianità si capovolge completamente. Era abituata alle frequenti partenze di Aaron, ma era abituata anche ai suoi ritorni. Ora lui non ritornerà più, come farà?

Il tempo passa, i giorni si susseguono diventando mesi, ma il tormento di Lee non si smorza. Si chiude in se stessa, esclude le altre persone e non vuole aiuto neppure da sua madre. L’unica lucina in fondo al suo infinito tunnel è Aarabelle insieme al ricordo del suo amore perduto prematuramente.



Ma un giorno una visita inaspettata buca il suo buio come un faro nella notte. Alto, biondo e con dei tatuaggi tribali, Liam – migliore amico di Aaron – si presenta alla sua porta con un sorriso gentile. Natalie fa di tutto per liquidarlo, finge di stare benone e di non aver bisogno di niente, tutto pur di ritornare al silenzio della sua casa, ma… ehi, Liam è un Marin, è addestrato, sa leggere il linguaggio del corpo e tra l’altro la conosce da anni. Non può mentirgli e non può sfuggirgli.

Arresasi, Lee insieme a lui affronta faccende burocratiche che rimanda da troppo tempo, affronta il dolore e anche la sua stessa realtà. E dopo un po’ si accorge di quanto la presenza di Liam faccia bene a lei e alla piccola Aarabelle. Le vuole bene, le protegge, le aiuta. È come una coperta grande e caldissima.
Provare dei sentimenti per lui, a un certo punto, sembra la cosa più naturale del mondo, eppure quando Lee se ne accorge va quasi nel panico e si sente sopraffatta dal senso di colpa.
Scaccia e reprime le sue emozioni, ma Liam è come un corso d’acqua, ha già scavato la sua strada e adesso non gli rimane che inondarla.



Il primo aggettivo che mi viene in mente per descrivere questo libro è intenso. È una storia che tratta argomenti forti e spesso opposti: la morte e la nascita, l’attrazione e la repulsione, la fiducia e il dubbio.

Lee è giovane, ha solo ventotto anni e fa la giornalista. Ha appena avuto una bambina eppure è già vedova. Ho trovato il suo personaggio completo, coerente fino alla fine. Ogni azione, persino i pensieri, erano spiegati con così tanta chiarezza che non immedesimarsi è stato impossibile; capivo il suo dolore, la frustrazione e il senso di colpa che la divorava man mano che si rendeva conto che in Liam non vedeva più un vecchio amico.

Anche Liam è una colonna portante della storia. Oltre all’aspetto fisico che cattura, ha qualcosa nel modo di fare e nelle parole che dice che gli dà subito un’impronta profonda. Anche le sue preoccupazioni e il suo senso di colpa sono forti, prova a scacciare i sentimenti secondo lui ingiusti, ma poi prendono il sopravvento e non può fare altro che lasciare il freno.
Vedere il modo in cui lenisce pian piano ogni dolore di Lee è stato emozionante. È stato come il sale dell’oceano che loro amano tanto guardare: ha sanato le sue ferite.
Ma in questo libro non c’è soltanto una storia d’amore che nasce e cresce, c’è anche un passato che torna a bussare più volte alla porta e che presenta conti inaspettati. C’è lo sfondo delle missioni militari, guerra e addestramenti. Paura e tanta rabbia. E alla fine incredulità.
Consolation è scritto in modo lineare, mai pesante, le pagine si susseguono una dopo l’altra e senza rendersene conto si è già arrivati alla fine! È perfettamente dosato in tutti i suoi elementi principali, il mordente è sempre alto e non c’è un solo momento in cui cali l’attenzione o si perda l’interesse. Niente scene superflue o pagine di narrazione inutile.

Questo libro è meraviglioso, davvero. Non ti abbandona nemmeno quando è finito. I personaggi prendono vita nella mente e rimangono lì come vecchi amici a farti sognare.

Bellissimo, non c’è altro da dire.
Super consigliato.

P.S. Consolation fa parte di una duologia, e questo primo volume finisce con un cliffhanger da paura, quindi spero che la Leggereditore pubblichi presto il seguito!



xoxo Carmen



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