venerdì 1 aprile 2016

Recensione - Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore di Susanna Casciani

Autrice: Susanna Casciani
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 22 marzo 2016
Pagine: 180
Prezzo e-book: € 6,99
Prezzo cartaceo: € 15,00

Sinossi: C'erano una volta un ragazzo e una ragazza. C'erano una volta perché adesso non ci sono più.
Un sabato mattina di fine aprile lui si sorprese a piangere davanti a lei. Non riusciva a parlare. Avrebbe voluto confessarle che era finita, ma sapeva che poi lei avrebbe iniziato a singhiozzare, e non ne sopportava nemmeno l'idea.
Lei alzò lo sguardo dal suo libro come se avesse avvertito una forza nuova in casa, incontenibile, che l'avrebbe schiacciata contro il muro se non si fosse aggrappata a qualcosa, così si aggrappò al suo orgoglio, o a quello che ne rimaneva. Chiuse il libro, si alzò dal divano e si diresse verso di lui, si mise sulle punte e gli accarezzò la testa. Gli disse di stare tranquillo. Lui le faceva del male e lei lo consolava. Gli diede un bacio sulla guancia e uscì di casa senza voltarsi, per non essere costretta a dirgli addio.
Quando, quasi tre ore dopo, tornò a casa, lui non c'era più. Sfinita, si addormentò su quello che era stato il loro letto. Più tardi, si svegliò di soprassalto e mise a fuoco nel buio quella parte di letto, così vuota, e avvertì un macigno sul petto che non la faceva respirare. Si rese conto di non essere pronta a lasciarlo andare. Si alzò per cercare un quaderno, come se improvvisamente fosse una questione di vita o di morte. Ne trovò uno. Conosceva le regole: non chiamarlo, non cercarlo, non seguirlo (!!!), non inviargli messaggi, bloccarlo su ogni social network, non giocarsi la dignità. Conosceva le regole, ma le stavano strette, perché stavolta, in quella storia, ci aveva creduto talmente tanto da sentirsi quasi adatta a un futuro felice. Per questo, per la prima volta in ventisette anni, decise di iniziare a tenere un diario segreto, che poi, a voler essere davvero sinceri, altro non era che un modo per continuare a parlare con lui.



Lo sapete cos’è un cuore?
Cos’è il dolore?
La rassegnazione?
Proviamo una miriade di emozioni, siamo continuamente bombardati da stimoli e sensazioni, ma per tante ragioni diverse non sempre riusciamo a riconoscerli tutti. A dargli una voce.
Susanna Casciani fa questo: dà voce alle emozioni. Quelle dolorose che non ci fanno dormire la notte, quelle terribili che feriscono a sangue. Quelle che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha provato sulla propria pelle.
Anna viene lasciata da Tommaso dopo anni di relazione. Sapeva che prima o poi sarebbe successo, la crisi aleggiava tra di loro da ormai sei mesi e ogni giorno che passava sembrava renderla sempre più pesante. Tuttavia, sapere che sarebbe successo e quindi essere in parte pronta ad attutire il colpo, non le impedisce di infrangersi in mille pezzi.
Anna è devastata, non trova pace. Non respira, i ricordi le affossano la poca combattività, lasciandola affogare in una sofferenza atroce.
Sa che non può fare altro che accettare la decisione di Tommaso, ma non è ancora pronta a lasciarlo andare, anche se lui è già andato via. Non è pronta a perderlo, anche se l’ha già perso.
E allora cosa può fare?
Gli scrive…
Un’ora dopo l’altra, giorni, settimane che si trasformeranno in mesi. Anna continua a parlare a Tommaso, gli rivolge delle domande e gli racconta qualcosa di sé. Questo è l’unico modo che le rimane per trattenere l’uomo che tanto ama nella sua normalità.


Nonostante non abbia mai vissuto una situazione come quella di Anna, mentre leggevo avevo la sensazione che fossi proprio io, quella a essere stata lasciata. È stato stranissimo vivere con tanta intensità ogni singola parola scritta. Sono abituata a immedesimarmi nella protagonista, accogliere bene le affinità e dare poca considerazione ai tratti in cui non mi rivedo, ma in Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore è successo qualcos’altro; è stato più che immedesimarsi, non c’era nessun filtro fra me e Anna, ciò che provava e man mano che lo provava mi si scolpiva dentro. È stato come muoversi davanti a uno specchio: anche se da lontano sei sempre tu. Anna ero io.
E credo che questo sia stato possibile solo grazie alla bravura dell’autrice.
Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore non è un romanzo d’amore, neppure un libro inteso come libro vero e proprio. Non ha la classica struttura che siamo abituate a leggere. Diciamo che è più un diario. Un susseguirsi di paure, lacrime, sconforti e speranze.


È un percorso che dal buio tetro ci riporta alla luce e ci insegna che tutto passa, bisogna essere bravi a girar pagina. E io vi consiglio di girarle, le pagine di questa storia, perché ne rimarrete profondamente colpiti e troverete per lei un angolino speciale nella vostra libreria.
Spero tantissimo di poter leggere qualcos’altro di questa autrice.


Carmen

   

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